Trianata

Mia madre, La Teresa, non è mai stata una gran cuoca, non si impegna, pasticcia troppo, in fin dei conti non le piace cucinare … ma se c’è una cosa che te la fa apparire a sorpresa come una grandissima chef è la sua mitica Trianata.

Ingredienti per 4 persone

5 pomodorini rossi, 5 patate medie, 200 gr di “sagne ncannulate”, 1 cipolla, prezzemolo, sale, pepe, vino bianco, parmigiano

Preparazione

Questa vecchia ricetta ha la forma di una crostata e il concept della tajeddhra, è uno sformato che “riempie” e non impegna nella preparazione. Si può preparare in qualsiasi mese dell’anno perché è una pietanza povera i cui ingredienti sono facilissimi da reperire. La ricetta è di facile esecuzione. Se non volete comprare le sagne potete farle voi stessi con un po’ di farina di semola di grano duro, acqua e sale. Fate un impasto compatto, stendetelo con il mattarello e ricavatene delle strisce molto lunghe, non troppo sottili, larghe un paio di centimetri. Rigirate ogni striscia su se stessa attorcigliandola come a formare un ricciolo. Ungete con olio extravergine d’oliva il fondo di una casseruola e disponetevi uno strato di patate tagliate a fette, salate e pepate, aggiungete qua e là qualche pomodorino tagliato a metà e coprite con della cipolla a rondelle. Con le sagne ncannullate create una copertura come quella di una crostata sovrapponendo le sagne verticalmente e orizzontalmente, aggiungete prezzemolo, una spruzzata di vino bianco e una presa leggerissima di parmigiano. Versate dell’acqua fino a sfiorare la pasta e infornate a 200 gradi per 40 minuti. A cottura ultimata la pasta dovrà risultare croccante, non semplicemente cotta, al limite della semplice doratura. A voler esagerare, è chiaro, si può sempre fare un doppio strato ma la ricetta perderebbe in croccantezza e risulterebbe più pesante. La Teresa sconsiglia questa pratica, anzi aborrisce.

Provenienza della ricetta

A dirla tutta non ho mai mangiato questo piatto in nessun’altra casa che non fosse la mia, non è troppo noto neppure in quel di Surbo, sua (e mia) patria d’origine, tanto che fino a pochi anni fa credevo fosse un’invenzione stramba, ma buona, di mia madre. La Teresa. A Surbo si usava fare la Trianata il lunedì perché si andava al forno a cuocere il pane per la settimana e anche perché si utilizzavano le sagne ncannulate preparate per il pranzo della domenica.

Chi sei?

Antonietta Rosato.

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