Una parmigiana mondiale

Era l’estate del 1990,  le notti magiche del Mondiale. Tradizioni, rituali e scaramanzie.

Ingredienti, dosi per 15 persone

Melanzane 2 kg, uova 6, farina q.b., sugo fresco (pomodori pelati passati, olio evo, sale e cespuglio di basilico) 1 lt. , parmigiano 300 g, basilico in quantità, mozzarella asciutta (possibilmente treccia battuta) 1kg., abbondante olio per friggere.

Preparazione

Tagliare le melanzane a fette sottili in senso longitudinale, infarinarle, passarle nelle uova sbattute insaporite con sale e parmigiano,  e friggerle in abbondante olio d’oliva. La frittura sarà così più leggera perché, affondando, la preparazione si sigilla e non si impregna. Intanto si sarà preparato il sughetto: passare al passaverdure i pomodori pelati (almeno 2 buatte), condire con sale olio e un cespuglio di basilico. Far sobbollire per 20 minuti. Composizione della parmigiana: prendere una teglia capiente  possibilmente di coccio, alternare strati di sughetto,  melanzane indorate e fritte, mozzarella a dadini, manciate di parmigiano e foglie di basilico, fino ad esaurimento degli ingredienti. Ultimo: strato sughetto e parmigiano. Cottura in forno a 200° per 30 minuti. Consumare tiepida.

Provenienza della ricetta

Tradizione familiare, corretta con l’incremento massiccio di basilico.

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

Era l’estate del 1990,  le notti magiche del Mondiale. Con un gruppo di affezionati amici e sfegatati tifosi della Nazionale si decise di assistere alla prima partita il  9 giugno, ore 21 Italia – Austria (Roma Stadio Olimpico),  in rigorosa e fedele formazione, ospiti della più disponibile delle amiche (all’epoca molti dei protagonisti  di questa vicenda, compresa la sottoscritta, erano single), organizzando così  la serata calcio/gastronomica. Ci dividemmo i compiti. Qualcuno si sarebbe procurato le bevande da una particolare cantina (birra, vino rosso locale)  altri la focaccia (barese al pomodoro) da un particolare panificio,  altri il gelato (artigianale da Colino). A me toccò la preparazione della parmigiana! Per 15 persone. La Nazionale Italiana vinse (1 a 0) e, sull’onda della più illuministica, laica, razionale e positivista scaramanzia ci demmo appuntamento per la successiva partita il 14 giugno,  ore 21, Italia – USA  stessa location, stessa formazione, stessa organizzazione. Per me stesso compito: parmigiana per 15! Ancora vittoria 1 a 0! Il rito si ripeté con attenta precisione  per tutte le partite: 19 giugno Italia Cecoslovacchia 2 a 0;  25 giugno, ottavi Italia – Uruguay 2 a 0;  30 giugno, quarti Italia Eire 1 a 0. 90 minuti di  sofferenza, poi la crapula, alla salute di Schillaci e compagni! Napoli 3 luglio ore 20.00. Semifinale Italia – Argentina. Stesso appuntamento, stessi amici, stessa cantina fornitrice di birra e vino, stesso panificio fornitore della focaccia, stesso gelato di Colino. Stessa parmigiana di Rosi. Le sorti della Nazionale non vanno per il verso giusto.  Tempi supplementari. Uno dei più appassionati prende la teglia della parmigiana e la colloca, come per un rito apotropaico sul tavolino prospiciente il televisore. Nulla. Allora la posiziona sul televisore. Nulla. “Prendiamoci per mano, attorno al televisore e alla parmigiana…cerchio magico!” Nulla: tempi supplementari inutili. Si va ai rigori. Nell’attesa la tensione si taglia col coltello! “Questa volta si gioca a Napoli, le onde magnetiche della parmigiana sono abituate a dirigersi verso Roma!” urla qualcuno. Il fiato trattenuto, il cuore a mille. 4 a 3 per l’Argentina!  L’Italia perde, dignitosamente, ma perde! Delusione e amarezza. Scoppia in lacrime il  figlioletto del più appassionato di noi, quello del cerchio magico.  Pazienza. Ci consoliamo guardando la videocassetta dei Blues Brothers  mentre mangiamo la nostra  ultima parmigiana mondiale, annaffiata da birra, vino rosso e accompagnata da uno stezzo di focaccia.  Per la cronaca il bambino piangente ora vive e lavora in Danimarca (è un serissimo docente di letteratura danese). Ogni estate, durante un festival rock che si svolge da quelle parti, si diletta nel preparare la parmigiana, secondo la ricetta da me tramandatagli, e la somministra presso un punto di ristoro dedicato a rockettari danesi vegetariani.

Chi sei?

Sono Rosamaria Cesari, vivo a  Bari, insegno Economia e Diritto in un Liceo Economico Sociale. Amo cucinare per e con  familiari ed amici.

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