Paccher cò stock cà pummarol rò piennel

Paccheri con lo stoccafisso al pomodorino del piennolo... Come li faccio io... Come ogni buona ricetta di tradizione molto lo fà lo sguardo sulla cottura.. l'assaggio con la cucchierella e il profumo di cotto che invade la cucina...

Ingredienti

1 mussilo (filetto di stoccafisso), 2 barattoli di “cunsevera” (pomodorino del piennolo in salsa di pomodorino), 100 ml olio extra vergine di oliva, 1 spicchio di aglio, 10 gr di “chiapparielli” (capperi), 100 gr di olive nere di Gaeta, peperoncino, “prutusin” (prezzemolo), paccheri , sale.

Preparazione

Mettere in una pentola di rame di media grandezza l’olio a soffriggere con aglio e peperoncino…   aggiungere la conserva. Far cuocere per circa 30 minuti. Aggiungere lo stocco tagliato a pezzi e lasciare a cottura per circa 15 minuti.. poi aggiungere capperi e olive…lasciare qualche minuto ancora in cottura… togliere i pezzi di stocco.. cuocere i paccheri e quando sono al dente metterli nella padella del sughetto.. lasciare amalgamare il tutto e mettere nel piatto con una spolverata di prezzemolo fresco.. riscaldare i pezzi di stocco e servirli come secondo piatto……accompagnato da una buona bottiglia di vino catalanesca…

Provenienza della ricetta

L’abitudine di cucinare lo stocco risale all’arrivo di questo prodotto a Somma Vesuviana all’incirca nel 1734.. Queste ricette fanno parte della tradizione non solo della mia famiglia ma di tutte le famiglie di Somma Vesuviana.. quella con il pomodorino è stata variata negli ultimi 15 anni.. prima veniva semplicemente fatta con meno sugo e con l’aggiunta finale di origano questa è quella che si è sempre fatto a casa mia… In passato il consumo dello stoccafisso era molto legato al venerdì santo.. in periodo di quaresima di venerdì era vietato mangiare la carne…

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

Cucinare queste pietanze è come avere la certezza di stare a casa.. il profumo, il rituale della preparazione  ed infine il sedersi a mangiare  ti rimanda alla  sensazione di stare in un luogo accogliente e sereno  come la propria casa…

Chi sei?

Mi chiamo Libera Feola, ho 45 anni. Contadina-trasformatrice (e come dice Daniele) alchimista.

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