Li pettle (Le pettole)

Non possono mancare durante le feste natalizie, sulle grandi tavolate delle vigilie.

Ingredienti per 10 persone

1 kg di farina 00, 1l d’acqua tiepida, circa, 1 panetto di lievito di birra fresco, sale.

Preparazione

Mettere in una ciotola piuttosto capiente la farina, a fontana. Versare un po’ d’acqua tiepida nel mezzo e sciogliervi il lievito. Iniziare ad impastare acqua e farina sempre più vigorosamente. Sciogliere il sale in poca acqua e aggiungere all’impasto solo dopo che il lievito è stato ben amalgamato. L’impasto resterà piuttosto morbido; eventualmente, pulitevi le mani con un po’ d’acqua destinata alla preparazione. Incordate bene, coprite e lasciate al caldo finché l’impasto avrà raddoppiato il volume. Una volta lievitato (ci vorranno un paio d’ore), mettete a scaldare abbondante olio in un tegame dai bordi alti. Prendete un po’ di impasto con un cucchiaio e con un dito, aiutatelo a scivolare. Friggete “una frizzulata” per volta  cioè poche palline per volta.Quando sono dorate, passate su carta assorbente e mangiatele ancora calde!!!

Provenienza della ricetta

Fondamentalmente si tratta di palline di pasta lievitata e fritta e sono tipiche di alcune regioni del Sud, con qualche variante, ma soprattutto sono pugliesi. E a casa mia sono soprattutto salate, anche se si possono trovare cosparse di zucchero o miele per una golosa versione dolce. La tradizione vuole che una donna, la mattina di Santa Cecilia, si fosse alzata col consueto proposito di preparare il pane. Tuttavia, mentre l’impasto riposava per la lievitazione, venne distratta dalla musica degli zampognari, tanto che si mise a seguirli per i vicoli della città. Quando rientrò a casa si accorse che l’impasto era lievitato troppo e non poteva più essere usato per il pane. Non avendo il tempo di riprovarci, cercò di recuperare quello che aveva. Così mise a scaldare dell’olio e cominciò a friggere dei pezzettini della pasta lievitata. Le palline così ottenute, soffici e croccanti al tempo stesso, ebbero immediato successo, dando il via alla tradizione.

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

Il Natale, in casa mia, inizia il 22 Novembre, giorno in cui si festeggia Santa Cecilia. E per casa mia intendo “a Grottaglie”. Quello che segna ufficialmente l’inizio della stagione festaiola è la preparazione delle pettole: pettole vuol dire Natale che si avvicina, nonostante manchi ancora più di un mese.

Chi sei?

Mi chiamo Angela, sono pugliese di nascita e toscana d’adozione.

Sono la mamma di due bimbe, Elisa e Aurora, che prendono la maggior parte del mio tempo e dei miei pensieri. E poi c’è Luca, mio marito, paziente colonna portante della mia vita. Ci sono tante passioni che animano la mia vita; creatività e manualità sono il loro denominatore comune. Sicuramente, cucinare..  e cucinare per le persone che amo, è quella che ha radici più lontane nel tempo. Radici che affondano nella tradizione culinaria pugliese.. Radici che rinsaldano l’eredità spirituale lasciatami da mio padre.. Radici che nutrono rami, foglie e fiori che si protendono verso l’alto, verso sogni più grandi! Mi piace preparare dolci, decorarli, curare i dettagli… perché, secondo me, alla fine, sono i dettagli a fare la differenza. Mi piacerebbe approfondire la tecnica, perché alla facoltà di Ingegneria Elettronica insegnano altri numeri, altre proporzioni. E anche se spesso è difficile conciliare gli impegni familiari, il lavoro “ufficiale” e le passioni, non rinuncio.

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