Pasta col polpo

Ricordi di casa, di mare ... sapori non omologati.

Ingredienti

Per circa mezzo kilo di pasta, almeno due o tre polpi da circa 3 etti l’uno (meglio uno a persona che poi si “appoggia” sulla pasta. Olio, aglio, peperoncino a piacere, un paio di acciughe sott’olio.  Vino bianco secco. Pomodori o 2-3 pelati.

Preparazione

Pulire i polpi, togliendo la pelle, il becco, gli occhi (…e basta). Far soffriggere aglio, peperoncino e 1-2 acciughe. Quando l’olio è caldo far “arricciare” i polpi e farli cuocere a fuoco medio per circa 15-20 minuti e finché l’acqua che si forma sia consumata (il polpo si cuoce nell’acqua sua…), schiacciando le teste dei polpi ogni tanto, per svuotarle. Versare ½ bicchiere abbondante di vino bianco secco e farlo sfumare quasi completamente. Aggiungere (pochissimo) pomodoro, abbassare il fuoco e fare addensare il sugo, lasciandolo, però, piuttosto liquido. NON SALARE. Cuocere la pasta al dente, conservando un po’ di acqua di cottura per ammorbidire la pasta se il condimento fosse diventato troppo denso. NON CI VA IL FORMAGGIO!

Provenienza della ricetta

Napoli e provincia. L’originale sarebbe con i polpi “veraci” (quelli con due file di ventose sui tentacoli), ma io ora la faccio anche con quelli che trovo e viene buona ugualmente. La facevano mia nonna e poi mia madre.

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

Una specie di ritorno a casa ed ai sapori non omologati. Lasciare l’interno della testa, ovviamente dopo averla lavata abbondantemente, senza “eviscerare” i polpi come ormai fanno quasi tutti (purtroppo, a volte, potendolo dire solo dopo che gli ospiti hanno fatto “scarpetta”) è riscoprire, ogni volta con piacere, un gusto e un profumo difficile da trovare. E un modo anche di stupire chi pensa che il polpo si mangi solo nell’insalata di mare.

Chi sei?

Carmine RuoccoOra, da decenni, vivo a Venezia, ma sono nato a Castellammare di Stabia, nel 1954 (e i conti, quest’anno sono facili). Anni di fabbrica sempre da queste parti (e di sapori indigeni forti), poi concorso e posto fisso. Adesso vivo solo ma mi è sempre piaciuto cucinare e condividere qualche pietanza particolare con amici e persone a cui voglio bene. Cucinare per una donna, poi, dà un piacere particolare quando vedi la sorpresa piacevole mentre gusta quello che hai preparato per lei. E se dopo cena anche la musica, di un bel CD di jazz o magari un po’ suonata, è quella giusta, la serata è ancor più piacevole.

Un pensiero su “Pasta col polpo

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