Frico friulano

Tradizione familiare, cultura consolidata, ma anche curiosità e modeste innovazioni.

Ingredienti per quattro, cinque persone

Formaggio di latteria gr. 300, patate due o tre, piuttosto grosse, mezza cipolla, pancetta o guanciale stagionati gr. 50, olio e burro.

Preparazione

In una padella scaldare olio e burro e farvi appassire la cipolla affettata sottilmente e le fettine di pancetta. Quando la cipolla incomincia ad imbiondire, versarvi le patate tagliate a cubetti, salare, pepare e bagnare con un bicchiere d’acqua calda; coprire e lasciar cuocere dolcemente finché le patate saranno tenere ed asciutte. Unire il formaggio tagliato a fettine sottili, mescolare e rovesciare il tutto in una padella antiaderente; mescolare  su fiamma piuttosto alta, quindi diminuire la fiamma e lasciare che si formi una crosticina croccante e dorata nella parte inferiore. Con l’aiuto di un coperchio, voltare la preparazione e far rosolare  e far diventare croccante anche l’altro lato. Da mangiare caldo.

Provenienza della ricetta

Ereditate dalla tradizione familiare.

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

Un legame con il passato e fa parte della mia cultura consolidata. Consumare il cibo che preparo con familiari e amici è gratificante perché aggrega le persone, favorisce  l’apertura verso gli altri e contribuisce a far cadere le diffidenze.

Chi sei?

Esterina Falessi, di anni 73, residente a San Giorgio della Richinvelda (PN); nata e vissuta a Napoli fino al 2000 insegnante in pensione.

Sono una persona  abbastanza curiosa, desiderosa di imparare cose nuove, propensa a non appiattirmi sulla routine e a non rifiutare in assoluto i cambiamenti. Tanto che in cucina cerco di evitare la ripetitività, introducendo dei piccoli cambiamenti  e delle modeste innovazioni, suscitando qualche sorpresa gradita dai commensali.

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Un pensiero su “Frico friulano

  1. La mia ricetta del frico non prevede né cipolla né pancetta/guanciale né burro; le patate le taglio a fettine non troppo sottili e le faccio cuocere in un pò d’olio, e possibilmente nella “fressòrie” (o fersòrie) con il coperchio (patate in tecia) fino a quando sarebbero pronte da mangiare, a questo punto ci aggiungo il formaggio, Montasio o latteria è indifferente purché non sia troppo fresco o troppo stagionato – sui 60/90 giorni va bene; inoltre il formaggio non deve essere troppo magro altrimenti non si scioglie come dovrebbe e non si amalgama con le patate;

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