Ravioli incaciati

artusiremix-raviolincaciati- marche

Ingredienti e Preparazione

Una Gallina di medie proporzioni “ruspante” e 700 grammi di maiale. Far cuocere la gallina dopo averla spezzata con sedano, carota e cipolla. Far cuocere il maiale a pezzetti con sedano, carota, cipolla. Sale quanto basta. Una pagnotta di pane da 1 kg. Togliere la crosta e tagliare la mollica a strisce e metterla in un contenitore. Spolpare la gallina e tritare la carne di gallina e di maiale. Mettere sulla mollica un poco di brodo di gallina e di maiale per ammorbidirla e con una cucchiara di legno amalgamarla. Aggiungere alla mollica la carne tritata e 200 grammi di formaggio pecorino stagionato. Aggiungere poi 7 uova sbattute e un poco di cannella in polvere. Girare per amalgamare il tutto. Deve risultare denso e non troppo morbido; servirà per riempire i ravioli. Per la pannella per fare un centinaio di ravioli: 500 gr. di farina “0”, 3 uova, un poco di olio e un poco di vino bianco. Poi fare i ravioli riempiendoli con la carne e chiuderli a cresta di gallo. Metterli in acqua che bolle, tirarli su quando risalgono in superficie. Vanno conditi con un mix di due dosi di formaggio pecorino e una di parmigiano con aggiunta di cannella in polvere, anzi per essere esatti vanno rovesciati in un contenitore dove sta questo mix descritto e cosi si “incaciano” e poi si mettono nel piatto pronti per essere mangiati. Si prepara in occasione della festività del Carnevale.

Provenienza della ricetta

La ricetta è quella del piatto che si mangia da qualche decennio nella mia famiglia in occasione del Carnevale ad Ascoli Piceno città. Si prepara la domenica e il martedì grasso per il pranzo. E’ una ricetta legata alla festività ma ogni famiglia ha la sua che si distingue per piccole varianti sul tema. Prima lo ha fatto la mia nonna materna, poi mia madre, poi ancora io (ho imparato a farli solo qualche anno fa , diciamo 6/7 anni fa) per poter continuare a gustare il piatto e a ricordarne i sapori che mi coinvolgono dall’infanzia. Infine ho passato le informazioni alla mia prima figlia.

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

E’ il bello della festa. E’ il gusto dei sapori di famiglia. E’ l’occasione per stare insieme intorno alla tavola a parlarne ricordando!

Chi sei?

Mi chiamo Graziano Celani e ho 62 anni. Il mio lavoro è quello di Direttore di Biblioteche (Bibliotecario). Vivo ad Ascoli Piceno città del sud delle Marche.

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