Pallette (o matuffi)

Cavallo di battaglia del nonno lucchese ... ricordo di campi di granturco e di cavolo nero. 

Ingredienti per 4 persone

Per il sugo: 250 g di macinato di carne, 2 o 3 girelli di salsiccia, 150 g di lardo di colonnata, 1 bottiglia di passata di pomodoro, 1 carota, 1 cipolla, 1 spicchio d’aglio, 1 gambo di sedano, prezzemolo q.b., 200 g di funghi pioppini, sale, olio evo, 2 o 3 foglie di alloro, parmigiano a piacere.

Per la polenta:  250 g farina per polenta, 1l di acqua, 1 cucchiao raso di sale grosso.

Preparazione

Per il sugo: tritare finemente l’aglio, la cipolla, il sedano, la carota e il prezzemolo. Tagliare a dadini il lardo e sminuzzare i funghi precedentemente lavati e asciugati. In una casseruola far soffriggere il trito, i funghi e il lardo con 3 o 4 cucchiai di olio evo. Privare le salsicce della pelle e amalgamarle con la carne manzo. Appena il lardo si sarà disciolto, unire la carne. Dopo 2 minuti aggiungere la passata di pomodoro e 2 o 3 foglie di alloro. Far cuocere a fuoco lento per 2 ore.

Per la polenta: mettere in una pentola l’acqua con il sale e amalgamare a filo la farina, in modo da non formare grumi. Mescolare con un mestolo di legno a fuoco medio/basso per circa 30 minuti. Non appena la polenta inizia a bollire abbassare il fuoco e continuare a mescolare per almeno 40 minuti. Se la polenta risulta troppo densa, aggiungere un pò d’acqua, finchè non raggiunge la consistenza desiderata.

Prendere un piatto fondo per ogni persona e formare nei piatti degli strati alternando la polenta, con il sugo e abbondante parmigiano. Far raffreddare per 2 o 3 minuti e servire. Buon appetito!

Provenienza della ricetta

Lucca.

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

Questa ricetta era il cavallo di battaglia di mio nonno. L’ho osservato talmente tante volte preparare questo piatto, che è come se fossi nata con la capacità di cucinarlo.

Chi sei?

Sono Claudia, ho 28 anni e studio Fisica Medica. Vivo a Pisa, anche se un pezzo del mio cuore è rimasto nella campagna lucchese, dove campi di granturco e cavolo nero prendono il posto delle famose mura, che circondano la città.

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