Sua maestà il Lampredotto

Il Lampredottaio, o Trippaio visto che cucina tutti i tipi di interiora, è un VIP. Tutti 
hanno il loro preferito, e giurano che come lui “un lo fa nessuno”.

Ingredienti per 4 persone

Lampredotto già pulito, odori per il brodo (carota, cipolla rossa piccola, sedano, prezzemolo), mezzo bicchiere di vino bianco, mezzo bicchiere di passato di pomodori, sale, pepe e peperoncino, 4 panini toscani di circa 10/15 cm di diametro

Preparazione

Si riempie la pentola d’ acqua per ¾ mettendoci a bollire le verdure tagliate a pezzettoni con abbondante sale, pepe e peperoncino (a gusto). Sciacquare il lampredotto brevemente sotto l’ acqua e poi metterlo intero così com’è nella pentola. Lasciar sobbollire a fuoco prima vivace (mezzoretta) e poi lento per almeno un paio d’ ore girando ogni tanto. Una volta pronto prendete con una pinza per gli spaghetti il lampredotto, adagiatelo sul vassoio e poi tagliuzzatelo col coltello, quando vi siete sfogati un po’ dei malumori della giornata è pronto. Tagliate il panino nel mezzo, asportando una parte di mollica e zuppando nel brodino ottenuto la metà superiore. Adagiate il lampredotto sul pane ed è pronto! Da notare il delizioso profumino che esala dal panino… Ora, un buon trippaio chiederebbe se ci vogliamo la salsa verde…

Provenienza della ricetta

Le strade di Firenze…e delle mie parti. Il Lampredotto tecnicamente è una delle parti dello stomaco bovino, precisamente l’abomaso. Piatto povero che si mangia da sempre nelle strade di Firenze, impossibile e altamente sconsigliabile venire nelle mie zone e non assaggiarne un panino o un piatto dai banchini del Lampredottai sparsi un po’ ovunque, accompagnato da salsa verde e a chi piace, piccante. Il Lampredottaio, o Trippaio visto che cucina tutti i tipi di interiora, è un VIP. Tutti hanno il loro preferito, e giurano che come lui “un lo fa nessuno”, ovviamente sono quasi tutti buoni, ma c’è un metodo per riconoscere i migliori. Innanzitutto guardare il grembiule, deve essere non sporco, ma perlomeno provato. Un trippaio lindo e pinto di solito avrà un lampredotto sciapito. Il bancone non deve essere lurido come la tradizione vorrebbe, chi ama il buon cibo non vuole darti un prodotto scadente e magari coperto di moscerini, quindi fateci caso e ricordatevi, caotico magari ma NON sudicio. Il sorriso, ogni buon trippaio è FELICE di quello che produce, ha un sacco di amici e in zona è benvoluto da tutti, mangia bene e sta all’ aria aperta, ha tutti i motivi di avere quella bella espressione pacifica sulla faccia.

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

La Toscanità! Il solo odore mi riporta dritta dritta quando da piccini il babbo e la mamma ci portavano alla Fiera di Settembre (Luna Park) e per cena si mangiava rigorosamente panino al Lampredotto. Essendo servito solo da noi per me Lampredotto vuol dire casa. Quando sto fuori per qualche giorno, guidare per le strade della mia città e vedere nelle piazzole di sosta i chioschini dei paninari mi apre il cuore.

Chi sei?

Sono l’ Ale! Un po’ artista, un po’ mamma, un po’ moglie, un po’ amica…un po’ di tutto insomma! Amo le dita sporche di colore, i sorrisi, i lieti fini e la buona cucina, soprattutto se condivisa con gli amici. Mi piace riscoprire le tradizioni e le usanze antiche del posto in cui vivo, che haimè, da buona Toscana, considero il più bello del Mondo…ma per essere proprio sicura sicura voglio andare a vedere anche il resto!

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