Zuppa di pesce

Non è importante dove si è stati, né per quanto tempo, la zuppa di pesce sarà pronta ad accoglierti.

Ingredienti per quattro persone

1,5Kg di pesce da zuppa dell’Adriatico o dello Ionio di qualità pregiata: Scorfano, pesce San Pietro, pesce angelo, pesce lucerna, cernia; un pugno di prezzemolo tritato, un pugno di  cipolla tritata, un pugno di pomodori a pezzetti, 1 dc. di olio extra vergine d’oliva (ça va  sans dire: se non è sufficiente, aggiungerne altro), prezzemolo fresco e pepe macinato al momento.

Preparazione

In un tegame mettere insieme le verdure, l’olio, un po’ di sale, stufare le verdure leggermente, quindi aggiungere poca acqua e a fiamma dolce continuare la cottura delle verdure, aggiungendo altra acqua fino a quando la cipolla non sia ben cotta. Aggiungere il pesce,  poco sale,  poca acqua (il pesce rilascerà la sua) e fare  cuocere a fiamma bassa  per circa trenta minuti, o fino a quando la carne si  solleverà con facilità dalla lisca.. . Alla fine , prezzemolo fresco e pepe . La zuppa si gusta con del buon pane pugliese tagliato a fettine, tostato e, volendo, strofinato con aglio.

Provenienza della ricetta

La ricetta è  una versione familiare  e “nobile”, per le qualità di pesci adoperata,  della zuppa di pesce che si gusta in Salento, che  di solito prevede il soffritto iniziale delle verdure e la mescolanza di molluschi. La ricetta è ereditata, trasmessa dalla nonna paterna, che non amava i sapori forti, le cipolle e l’aglio soffritti, il peperoncino… forse condizionata dalle regole  della cucina borghese di influenza napoletana…

Cosa rappresenta per te questa ricetta ?

La zuppa di pesce, unita ad un piatto di cime di rapa rigorosamente di razza locale, compone il menù fisso  che accoglie da sempre chi ritorna nel sud, a Otranto, nella  mia famiglia: da dove, non è importante, da quanto tempo si manchi, neanche. Da qualunque luogo e tempo, la nostalgia è un sentimento obbligato che si colma nel profumo del mare nel piatto, nel calore del brodo. La zuppa di pesce è dunque il piatto del nostos, e il nostos è  “pensiero meridiano”. Chi si lascia partire, deve pure, ogni tanto, tornare sulle rive di un mare che non separa, ma lega e amalgama a tratti  vite diverse.

Chi sono?

A più dimensioni, ancora, spero …

Enrica Bienna, residente a Lecce e nata a Otranto (Salento),  68 anni, ex insegnante.

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