Timballo di patate ( o gattò)

Di questa ricetta la cosa più importante e che va preparata SOLO per essere condivisa, ma anche la scelta della patata è direi fondamentale.

Ingredienti per 4 persone

2 kg di patate pasta gialla, 2 etti prosciutto cotto, 1 etto caciocavallo, uova, sale, burro.

Preparazione

Prima cosa, mettere a bollire le patate con la buccia (prima  diamo loro una lavata), il tempo di cottura delle patate bollite dipende dalla loro grandezza. Per essere certi che le patate bollite siano pronte infilare la forchetta nelle patate. Se sono morbide anche in centro è trascorso il giusto tempo di cottura per avere delle perfette patate bollite. Mentre le patate si preparano  prendete uova fresche e biologiche, temperatura ambiente,    mettetele in un pentolino con acqua fredda, e fate in modo che l’acqua copra appena le uova , attendere il bollore dell’acqua,  accendere un timer e impostate un tempo di 8 minuti,  scolare le uova e mettetele sotto acqua fredda corrente per raffreddarle subito bene ,sbucciate le uova con gentilezza, con il taglia uovo sodo o con  coltello ben affilato. Patata pronta, spelata e passata nello schiaccia patate ancora tiepide, cosi il burro si  scioglie meglio, aggiungo  sale e pepe, mescolo sul fuoco acceso per qualche minuto, sorseggio un po’ di vino, canticchio Sinatra e procedo. Prendo una teglia da forno direi rotonda, spalmo un po’ di burro sul fondo  della teglia  un po’ di pan grattato, in modo che non si attacchi e procedo con il primo strato di patate,  aggiungo prosciutto cotto coprendo tutta la superficie , stessa cosa per il caciocavallo a fette e per ultime le uova sode tagliate. Un altro strato di patate  che chiuderà la “torta”. A parte preparo un  rosso d’uovo per spennellare la superficie, cosi da creare una crosticina. In forno per 40 minuti circa  alla temperatura di 200 gradi. Da servire tiepida, ma se ne dovesse restare, cosa che a casa mia non succede quasi mai, mangiata fredda non è affatto male…

Provenienza della ricetta

La ricetta era di mia nonna Anna, ereditata da mia mamma che ora la prepara a noi per le grandi occasioni, e a me in particolare quando sono giù.

Che cosa rappresenta per te questa ricetta?

Questa ricetta rappresenta la mia infanzia, magari non è “culinariamente” niente di evoluto, ne da grandi ristoranti, ma ogni volta che viene fatta e come sentire profumi e sensazioni ricordi di anni passati, di  quando andavamo in vacanza con tutta la famiglia e gli zii. Nonna Anna per il viaggio ci riempiva di ogni delizia, tegame con la torta di patate, quello del timballo di riso ( irripetibile da chiunque di noi negli anni a seguire, l’unico resta il suo) frittata con gli spaghetti, polpette al sugo… ancora oggi quando facciamo la torta di patate il commento e sempre lo stesso: “non è come quello della nonna, o come quella fatta quella volta che sembrava simile”, la solita frase, “forse saranno le patate, questa volta le ho comprate lì, oppure prese dal contadino, la polpa troppa acquosa”, insomma sempre colpa delle patate…  Ma nonostante le “critiche” non ne resta mai un pezzetto, si litiga fino alla fine!

Chi sei?

Amanda Pallotti, residente a Imola, vissuta a Verona, Milano e Fano. Nata a Pordenone,  ma scorre nelle vene sangue del sud, (mamma nata a Gaeta nonna di Foggia), 45 anni, collaboro come PR e Ufficio stampa per uno studio di architettura a Imola. 

Non so ancora bene chi sono, è un lavoro in divenire, so per certo che ho 45 anni, e sono felice di come sono oggi. Abito in un appartamento in affitto con due belle terrazze, regno di Silvestro e Tina  i due gatti che convivono con me. Da sempre vivo in  centro, mi piace fare la spesa nei negozi vicino a casa, parlare con loro, conoscersi per nome, odio i centri commerciali, sono per le relazioni personali. Leggo, direi abbastanza. Se entro in una libreria o biblioteca mi sento a casa, l’odore dei libri, le loro storie i classici e la scoperta di un nuovo autore mi da gusto, assai. Ascolto musica, dal jazz alla classica, dai Pearl Jam passando per Modugno, ma sono vintage per buona parte di essa, mi piace il rumore della puntina sui dischi, quel fruscio… ma ho cd e Ipod,  prima o poi mi ricompro il giradischi. Amo i vecchi film, in bianco e nero meglio, sono fan dei classici americani, di Frankeistan junior che  conosco a memoria, come colazione da Tiffany, dei film di Totò e di quelli della mia adolescenza Guerre Stellari, Fandango, Il Grande Freddo,  e Woody Allen. Il nuovo cinema è come se non mi lasciasse niente, ma ci vado. Mi piace il teatro la domenica pomeriggio. Ho fatto sport dall’atletica al tennis al golf,  sciato ma ho smesso troppo freddo, sono stregata dalle moto e guardo il rugby, del calcio ormai ne so poco, lo trovo noioso, ma ricordo con affetto i mondiali dell’82… Odio le palestre. Mi piace il mare. Sono curiosa, mi piace viaggiare, assaggiare le cucine del mondo conoscere nuovi posti, le persone che ci vivono, ma torno sempre. Credo nel matrimonio, per questo non mi sono mai sposata.

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Un pensiero su “Timballo di patate ( o gattò)

  1. I sapori nella bocca, negli occhi e negli affetti sono intramontabili …e irripetibili. Ma è la loro bellezza ritrovarsi noi figli girovaghi e dire: si parto, mamma ha fatto la torta di patate !!! Vale sempre il viaggio …

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