Timballo carciofi e patate

Due comuni verdure dell'orto, un connubio culinario giusto: tenero dentro, croccante fuori.

Ingredienti per 4 persone

4 carciofi buoni (quelli sardi sono più saporiti ma più piccoli, quindi nel caso anche 5-6), 5-6 patate gialle (a seconda delle dimensioni), pecorino romano grattugiato, prezzemolo, olio. Le dosi sono facilmente aggiustabili in base al numero di persone e alla teglia da utilizzare.

Preparazione

Pulire bene (eliminando le foglie dure) e tagliare i carciofi a fette o a spicchi non troppo spessi (si possono anche includere i gambi ripuliti e fatti a striscioline). Tagliare le patate (sbucciate) in fette tonde/ovali di circa mezzo cm di spessore. Utilizzare una teglia dal fondo piatto, col bordo sufficientemente alto, che possa essere messa sui fornelli col coperchio e successivamente passata nel forno. Oliare il fondo della teglia e disporre un primo strato di patate in modo da coprirlo al meglio (senza sovrapporle), spolverare di pecorino grattugiato quindi disporre i carciofi in modo da formare uno strato omogeneo, passare un filo d’olio sui carciofi e aggiungere un po’ di prezzemolo. Disporre un nuovo strato  di patate e in sequenza il pecorino, i carciofi, l’olio e il prezzemolo. Il numero di strati può variare a seconda delle dimensioni della teglia ma l’ultimo strato deve essere di patate ricoperte dal pecorino. Potete tenere le fette più regolari per disporle ‘a fiore’ e ottenere anche una bella presentazione (se la teglia è tonda)… Aggiungere una/due dita d’acqua nella teglia (vicino al bordo in modo da non rovinare gli strati) e mettere a cuocere sul fornello (col coperchio). La quantità di acqua da aggiungere e il tempo di questa prima cottura sono l’unica difficoltà della ricetta, in quanto potranno essere perfezionati solo con l’esperienza. Lo scopo di questa prima cottura è quello di ammorbidire carciofi e patate in modo che la cottura possa essere terminata nel forno senza che le verdure si asciughino… In linea di massima, controllando dopo circa una decina di minuti/quarto d’ora, si valuterà il grado di cottura e la quantità di acqua residua ed eventualmente si passerà alla cottura nel forno (teglia scoperta, 180°C, ripiano basso, cottura tradizionale, circa 20 minuti). Prima di tirar fuori il timballo, far dorare bene le patate dell’ultimo strato (il pecorino le renderà un po’ croccanti). Come detto, la cottura perfetta prevede che gli strati inferiori rimangano ben umidi/teneri.
Servire preferibilmente freddo, è ancora più buono il giorno dopo!

Provenienza della ricetta

La ricetta è stata tramandata dalla mia zia Iole, che ha dedicato la sua vita ai fornelli nel profondo sud di Taranto.

Cosa rappresenta per te questa ricetta?

La mia anima pugliese, un ricordo affettuoso della mia zia Iole, un pezzetto di Italia mediterranea.

Chi sei?

Bruno Buongiorno Nardelli, nato a Roma, vivo a Napoli, padre pugliese, madre sarda, 40, Ricercatore (oceanografia fisica).

Eh, da circa un mese un papà impazzito… Ehehheheh!

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